Si può attraversare molti ponti
Il Miglior Periodo dell'Anno
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Descrizione
Dalla stazione di Emmenmatt si raggiunge la sponda opposta del fiume attraverso un sottopassaggio e il ponte sull'Emme. A nord del ponte, l'Ilfis, proveniente dall'Entlebuch, confluisce nell'Emme. La passeggiata prosegue verso sud all'ombra della vegetazione lungo le rive sul «Sentiero d'esperienza Emme». Attraverso il ponte di Brunnmatt, un tipico ponte coperto di legno dell'Emmental, si ritorna sull'altro lato del fiume. Il sentiero corre proprio accanto all'Emme; pannelli informativi trattano argomenti legati all'acqua. Un'altra struttura interessante si passa sotto a Schüpbach: il maestoso ponte di Schüpbach, costruito nel 1839, è il successore del «Nüwe Brügg» del 1550. Dopo il rinforzo del 1934, il ponte è ancora oggi percorribile senza limitazioni di peso. Oltre a un grande segheria, il percorso prosegue attraverso il Schachen fino al ponte Bubeneibrücke, un passaggio degli anni Ottanta. Per mantenere il paesaggio, anche qui è stata scelta una struttura in legno, nonostante fosse del 50% più costosa rispetto a un ponte in cemento armato. Segue una ansa del fiume delimitata su un lato da scogliere di arenaria - difficile immaginare che qui un tempo merci venivano trasportate con zattere di legno fino all'Argovia e a Basilea. Dopo Aeschau, ci si allontana un po' dall'Emme. Una stradina taglia la grande ansa del fiume e della strada e conduce attraverso Horben direttamente al ponte Horben, sul quale si attraversa di nuovo la riva dell'Emme. Evitando la strada della valle, si raggiunge attraverso Zimmerzei il ponte di legno di Dieboldswil. Infine, a Unterschachen l'ultimo cambio di sponda, ma non l'ultimo attraversamento di ponte: arrivati a Eggiwil, si attraversa il Rötbach sul ponte Dörflibrücke - anche questo naturalmente una bella struttura in legno!
Contesto: L'Emme è la fonte del nome per l'Emmental, è un elemento paesaggistico caratteristico, una base economica, un simbolo culturale e un tesoro ecologico allo stesso tempo. L'Emme è però anche temuta per le sue improvvise e violente inondazioni. Particolarmente noto è l'alluvione dell'agosto 1837, che Jeremias Gotthelf ha trattato letterariamente nel racconto «La necessità dell'acqua nell'Emmental».