Museo Villa dei Cedri - Biglietto di ingresso

Descrizione

Il Museo Villa dei Cedri, situato nel quartiere di Bellinzona-Ravecchia, ha sede in una villa padronale del XIX secolo, circondata da un parco di alberi secolari che si affaccia sulla piazza dell’antica chiesa di S. Biagio. Mostre temporanee ed eventi per famiglie, giovani e adulti sono regolarmente organizzati nelle sale della villa così come nel suo parco.

PAESAGGI A CONFRONTO. Arte, natura e società in Svizzera 1850–1920 (mostra temporanea dal 18.09.2021 al 16.01.2022)

1850 – 1920: arte, natura e società in Svizzera cambiano radicalmente. L’ideale incontaminato del «bel paesaggio» svizzero si combina con il desiderio di realismo e di modernità. In questa trasformazione artistica, mai come allora sono stati determinanti le amicizie e gli scambi tra pittori elvetici. La mostra offre la rara possibilità di un dialogo che supera le frontiere regionali.

Con opere di Cuno Amiet, Edoardo Berta, Arnold Böcklin, Alexandre Calame, Gustave Castan, François Diday, Hans Emmenegger, Filippo Franzoni, Otto Frölicher, Jacques-Elie-Abraham Hermanjat, Ferdinand Hodler, Barthélemy Menn, Alexandre Perrier, Luigi Rossi, Giovanni Segantini, Johann Gottfried Steffan, Félix Vallotton, Robert Zünd e altri artisti.

Il Museo Villa dei Cedri, situato nel quartiere di Bellinzona-Ravecchia, ha sede in una villa padronale del XIX secolo, circondata da un parco di alberi secolari che si affaccia sulla piazza dell’antica chiesa di S. Biagio. Mostre temporanee ed eventi per famiglie, giovani e adulti sono regolarmente organizzati nelle sale della villa così come nel suo parco.

PAESAGGI A CONFRONTO. Arte, natura e società in Svizzera 1850–1920 (mostra temporanea dal 18.09.2021 al 16.01.2022)

1850 – 1920: arte, natura e società in Svizzera cambiano radicalmente. L’ideale incontaminato del «bel paesaggio» svizzero si combina con il desiderio di realismo e di modernità. In questa trasformazione artistica, mai come allora sono stati determinanti le amicizie e gli scambi tra pittori elvetici. La mostra offre la rara possibilità di un dialogo che supera le frontiere regionali.

Con opere di Cuno Amiet, Edoardo Berta, Arnold Böcklin, Alexandre Calame, Gustave Castan, François Diday, Hans Emmenegger, Filippo Franzoni, Otto Frölicher, Jacques-Elie-Abraham Hermanjat, Ferdinand Hodler, Barthélemy Menn, Alexandre Perrier, Luigi Rossi, Giovanni Segantini, Johann Gottfried Steffan, Félix Vallotton, Robert Zünd e altri artisti.

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